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2 luglio 2012

Recensione: L'Ultimo dei Templari

L'anno scorso è uscito nelle sale cinematografiche L'Ultimo dei Templari, uno sciatto horror medievale che vede nei panni di protagonista un sempre più improbabile Nicolas Cage alle prese con una strega che ha il compito di scortare fino ad un remoto monastero dove la disgraziata dovrà essere giudicata per i suoi malefici. Il film è stato recentemente distribuito in DVD e BR.

Le note dolenti del film cominciano sin dal titolo, la solita maldestra ed incomprensibile traduzione all'italiana del più azzeccato ed evocativo titolo originale Season of the Witch. In effetti il personaggio del buon Cage è si un Cavaliere Templare che ha dismesso i panni di monaco combattente perché disgustato dagli eccidi in Terrasanta - o almeno così si lascia intendere dalla traduzione dei dialoghi. Ma non è certo l'ultimo del suo Ordine, se non forse "ultimo" in ordine di importanza. Si, perché il cavaliere interpretato da Cage pare più uno stonato incrocio tra un mercenario rissoso ed un "buono" da film americano che un pio monaco. Ed il suo compagno d'arme, il bravo e sempre divertente Ron Perlman, è suo degno compare di bisbocce e sanguinose risse.

L'inizio della pellicola promette bene. Dignitosa l'idea del cavaliere crociato che diserta perché stanco di uccidere in nome di un Dio sanguinario, ed interessante anche il motore della vicenda: scortare una presunta strega ed untrice sino al luogo del suo giudizio, che si intuisce essere anche quello del suo patibolo, perché la condanna per lei - donna e di umili origini - è scritta sin dal principio.

Ma poi, repentinamente, il film tracima verso territori decisamente più banali. La donna non è una strega, è vero, ma è posseduta nientemeno che dal Diavolo in persona che vuole arrivare al monastero per impadronirsi e distruggere l'ultima copia esistente del Malleus Maleficarum un tomo di esorcismi che contiene la formula in grado di rispedire Sua Satanità negli inferi donde è sortito. Inutile chiedersi perché entrare nel corpo di una fanciulla per farsi trasportare in gabbia, col rischio di essere impiccati alla spiccia lungo la via: si sa che il Diavolo fa le pentole ma non i coperchi e probabilmente questo motto vale anche per i suoi stessi sdruciti piani.

La piccola compagnia che scorta la strega lungo la via è assalita da ogni sorta di pericolo di origine soprannaturale, con una progressiva virata verso il survival horror che, ben prima dell'epilogo, allibisce ed annoia lo spettatore.

Il gran finale al monastero, poi, è degno di uno Zombi di Romero o di Fulci, con questi frati uccisi dal demonio e poi riportati a tetra vita quali non morti, contro i quali Cage e Perlman ingaggiano una battaglia degna di un film di azione spettacolare come Underworld, ma che nel nostro film risulta solo involontariamente ridicola.

Gli unici tre elementi degni di nota ne L'Ultimo dei Templari sono: la fotografia, onesto lavoro di un bravo professionista, la morte di Cage e Perlman nel finale, forse voluta da loro stessi per mettersi al riparo dalla possibilità di essere chiamati a girare un sequel, e la colonna sonora che è veramente ben scritta e riesce - seppur faticosamente - a tenere su il film anche nei momenti più inverosimili.

Il trailer del film sta qui sotto.

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