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13 maggio 2013

D&D movies: un crescendo

È notizia piuttosto recente che la casa di produzione cinematografica Warner abbia deciso di realizzare una nuova pellicola direttamente ispirata al mondo di Dungeons&Dragons.

Sarebbe il quarto film ufficiale della serie e, stando alle indiscrezioni, questa volta il budget a disposizione dovrebbe essere più che sufficiente per realizzare una pellicola con effetti speciali di altissimo livello ed un cast dignitoso, magari con un paio di nomi di richiamo.


Screenshots dei primi tre film di D&D


In effetti, dando una rapida scorsa ai tre film sinora girati, si ha l'impressione di produzioni (e storie) di livello mediocre la cui qualità però, a differenza di quanto accade solitamente, sembra migliorare di capitolo in capitolo.

Il primo titolo risale al 2000 e si intitola semplicemente Dungeons&Dragons (tradotto in italiano come D&D - Che il gioco abbia inizio). La trama è scialba, illogica e dozzinale come non mai: un tentativo sbilenco di coniugare epos, azione e umorismo che sin dalle prime battute si rende involontariamente ridicolo. Nemmeno il bravo Jeremy Irons ed una Thora Birch allora agli esordi riescono a risollevare le sorti di questo film spazzatura, con un cast spazzatura. Demenziali gli effetti speciali e le scene di combattimento sono al livello di una rissa tra ubriachi alla moviola.

Con Wrath of the Dragon God del 2005 (anch'esso presente in versione italiana col titolo de D&D II - L'Ira del Dio Drago) il tentativo è quello di raccontare una storia più aderente alle vicende comunemente narrate nei romanzi e negli scenari ufficiali del gioco, con un party tutto composto da Personaggi good che si trova ad affrontare nuovamente - trascorsi alcuni secoli dalle vicende narrate nel capostipite - il perfido stregone Damodar già villain nel primo capitolo. Il film risulta eccessivamente stereotipato e pieno di ingenuità, e tuttavia rappresenta un timido ma significativo passo in avanti. Effetti speciali da TV series e combattimenti da dimenticare.

Una piacevole sorpresa è invece rappresentata dal terzo capitolo D&D III - The Book of Vile Darkness, del 2012. Chiaramente ispirato all'omonimo supplemento per il GDR di D&D scaturito dalla fervida immaginazione di Monte Cook, questo film risulta il migliore per diversi motivi. La trama è decisamente più adulta ed incentrata sul dilemma morale di un Paladino che si trova ad unirsi suo malgrado ad una compagnia di avventurieri chaotic. Le vicende sono crude, con poche e tutto sommato ben calibrate concessioni all'umorismo e - cosa eccezionale - sono presenti anche un paio di scene di sesso piuttosto esplicite che aggiungono spezia alla storia. Discreti gli effetti speciali e le scenografie; goffe, invece, le scene di combattimento.

Non ci resta che aspettare questo nuovo capitolo, sperando che sia in linea con quel crescendo di qualità che ha contraddistinto i suoi predecessori.

2 commenti:

Hamel™ ha detto...

Thora Birch non era propriamente agli esordi, visto che ha iniziato da "senzatette". :)

Mauro Longo ha detto...

Dopo le prime due monnezze il terzo ancora non lo conoscevo. Devo recuperarlo sicuramente...

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