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7 ottobre 2014

Un Impero in Guerra

Spesso nell'ambito dei Giochi di Ruolo - specialmente quelli sostenuti da background molto conosciuti - ad ogni nuova edizione corrisponde un reboot più o meno consistente dell'ambientazione. A volte si tratta di giustificare in termini di gioco alcuni cambiamenti nel regolamento, altre volte serve a rinfrescare l'ambientazione di modo da dare vita ad un prodotto nuovo sia per i neofiti che per la vecchia guardia, che altrimenti potrebbe essere poco motivata al cambio di edizione e conseguentemente all'acquisto della nuova manualistica.

Anche il Gioco di Ruolo di Warhammer (WHFRP) ha avuto il suo reboot nel passaggio dalla prima edizione, la cui ambientazione è tratta da WHF Battle IIed., alla seconda che invece fa riferimento al backgorund di WHFB VIed. L'elemento di maggior rilievo in questo passaggio è stato un evento noto come Tempesta del Caos, cioè l'invasione dell'Impero da parte delle Armate del Caos guidate da Archaon in persona. La linea temporale viene avanzata di circa 20 anni ed il mondo di WH vede un Impero ormai allo sbando e largamente posto sotto legge marziale. Diverse delle vicende che portano verso questi stravolgimenti sono narrate in una lunga e bellissima campagna di gioco intitolata Il Nemico Dentro, che si chiude col modulo Impero in Fiamme, che però ha lasciato l'amaro in bocca a parecchi.

Molti fra gli estimatori di WH, infatti, non hanno gradito il modo in cui è stato realizzato il reboot. È sorta quindi una community della vecchia guardia di WH, gli Oldhammer, che ha deciso di riscrivere il capitolo finale de Il Nemico Dentro per dare vita ad una storyline alternativa che garantisse una transizione più morbida e coerente fra le due edizioni del WHFRP. Questo lavoro si è concretizzato nella stesura de Impero in Guerra: una nuova conclusione alla campagna di cui sopra.

Per saperne di più su tutta la vicenda abbiamo intervistato l'autore del modulo Alfred Nunez Jr. e il lucchese Moreno Pedrinzani che si è occupato della sua traduzione in italiano.

D - Allora Alfred, come è nata l'idea di "Impero in Guerra"?
Nel modulo originale sia l'Imperatore Karl-Franz che Graf Boris Todbringer morivano. Un finale che mi sembrava insoddisfacente, anche - e soprattutto - in vista dell'imminente arrivo della seconda edizione di WHFRP. Mi ero convinto che la transizione potesse essere effettuata molto meglio e che diverse sottotrame che "Impero in Fiamme" lasciava irrisolte dovessero invece essere chiuse.

D - Moreno, puoi aiutarci a capire chi sono gli Oldhammer?
Oldhammer è un movimento prevalentemente britannico composto da giocatori "veterani" di Warhammer, ma anche di persone che giocano da meno tempo ma hanno intenzione di ritrovare le atmosfere e le regole dello Warhammer degli anni '80. Oltre ad avere un forum e dei blog dedicati è un movimento molto vivo su FaceBook, con pagine dedicate anche in lingua francese e spagnola. Il movimento si lega anche alla riscoperta del canone estetico warhammeriano di quegli anni, con una competizione pittorica (Golden Gobbo, ispirato al Golden Demon di GW), con iniziative ospitate dalla Wargames Foundry e con numerose ricerche iconografiche e storiche legate alla fusione e alla diffusione delle miniature GW del periodo. Alcune personalità del movimento hanno toccato temi cari ai giocatori di ruolo. Il blog Realm of Zhu ha pubblicato articoli sulla genesi e sullo sviluppo di alcune parti di ambientazione (Le amazzoni, i pigmei, Lustria, i fimir) tutti elementi che, rievocando l'ambientazione di Warhammer Fantasy Battles 3th edition, ricostruiscono di fatto anche l'ambientazione di Martelli da Guerra (WFRP 1st edition), che è la medesima. Alcuni di questi elementi nel tempo sono stati completamente cancellati, per i motivi più disparati, altri modificati fino a renderli qualcos'altro. Dispiace anche che i giocatori italiani durante gli anni di Martelli da Guerra, che raramente avevano giocato la terza edizione di WFB, spesso non avessero neppure conoscenza del vecchio background e giocassero MdG con l'ambientazione di WFB V. o VI, che non ritengo un'evoluzione, ma semplicemente un'altra cosa! Personalmente, si sarà capito, sono scontento di come l'ambientazione di WFB VI edition con Storm of Chaos abbia prepotentemente piegato in peggio l'ambientazione di WFRP II edition, che è un buon gioco, con un bel regolamento purtroppo rovinato da un'ambientazione sottotono. Che i grandi cambiamenti nel corso del tempo siano stati in realtà peggioramenti lo si sapeva sin da metà anni '90 quando la rivista Warpstone pubblicava articoli indignati su cosa GW aveva fatto ai background di Bretonnia e degli Slann di Lustria, la prima resa un regno arturiano cavalleresco high fantasy e i secondi completamente cancellati e sostituiti con gli uomini lucertola, cancellato anche ogni riferimento sci-fi che li contraddistingueva. Alfred e gli altri hanno fatto un gran lavoro anche per unire la timeline delle due ambientazioni, li ringrazio, ma personalmente nella mia campagna non seguirò le scelte che GW ha fatto per il mondo di Warhammer dal 1994 circa in poi. Nel mio blog tento di ricostruire filologicamente questo passato e di riproporlo con materiale tradotto o creato ex-novo che credo e spero in sintonia con l'universo immaginato da GW negli anni '80, ironico, grottesco, irriverente, pieno di citazioni divertenti e di follia.

D - Alfred, il modulo, di fatto, da vita ad una storyline alternativa e non ufficiale. E allora perché prendere la briga di riconnettersi alla perfezione col background ufficiale?
Per me la continuità nel setting è un elemento imprescindibile, evidentemente anche di più che per i ragazzi della GW che invece non si sono fatti troppi scrupoli a riscriverne una parte non trascurabile per accomodarlo alla II edizione di WHFRP. Quindi, dal momento che non avevo idea di come la II edizione avrebbe affrontato la questione delle famiglie nobiliari, mi sono basato su quelle che apparivano nella VI edizione del Fantasy Battle, cercando di costruire una spiegazione coerente per ciascuna famiglia sparita e per ciascuna nuova famiglia che invece fa la sua comparsa.

D - Moreno, come sei stato coinvolto nel progetto di traduzione?
Quando lessi per la prima volta "Empire in Flames" (il modulo ufficiale, scritto in fretta e furia, che GW propose ai giocatori come finale della campagna "The Enemy Within") restai molto deluso. Sebbene fosse un'avventura piena di spunti interessanti era piuttosto confusa e assolutamente priva della qualità e del fascino che avevano contraddistinto gli altri moduli (con una piccola caduta in "Something Rotten in Kislev", a essere onesti). Eccessivamente epica e magica, con un setting meno urbano e intrigante. Come i giocatori statunitensi e britannici sentivo il bisogno di dare un finale diverso alla campagna "The Enemy Within", se lo meritava! "Empire at War" l'ho conosciuta per caso, facendo ricerche su google. Si è rivelato il modulo più straordinario, professionale e raffinato che si possa trovare!, un lavoro ineccepibile. Alfred e gli altri autori hanno delle menti formidabili e capacità creative degne dei grandi autori della letteratura mondiale. Tutti gli intrighi politici, il lavoro logorante del caos, le eresie e il grande clima di guerra civile che "Empire in Flames" non aveva saputo darci, "Empire at War" ci dona in modo straordinario. Tradurre Empire at War è stato divertente, anche se non vedevo l'ora di finire in realtà mi sono trovato spesso a chiedermi se avrei provato nostalgia per i mesi in cui ci ho lavorato. Approfondendo la questione ho scoperto che su internet esiste un lavoro collettivo chiamato Bergsburg Project, dove molti autori diversi descrivono minuziosamente questa città che appare nell'avventura. Questi lavori non ufficiali hanno dato a Martelli da Guerra il lustro che si merita.

D - In conclusione ragazzi, come l'hanno presa dalle parti della GW? Si sono fatti sentire? Hanno commentato in qualche modo le posizioni degli OldHammer?
Alfred: Per fortuna la GW non si intromette nei progetti dei fan e li lascia liberi di elaborare tutte le storyline alternative che vogliono.
Moreno: Oggi GW è assolutamente lontana da queste vecchie glorie. È cambiato il feeling dell'ambientazione come ho detto prima, anche lo stile delle miniature in qualche modo è diventato più simile a quelle di un moderno mmorpg che non al vecchio wargame che conoscevamo e amavano. Probabilmente è cambiato anche il target delle vendite. Peccato.

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