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8 novembre 2014

Dylan Dog - Vittima degli Eventi

Da pochi giorni è disponibile per la visione gratuita su YouTube ed altre piattaforme di video online Dylan Dog - Vittima degli Eventi, un fan movie interamente italiano - finanziato con un progetto IndieGoGo - che racconta una storia romana del celebre indagatore dell'incubo di casa Bonelli.

Si tratta di un'operazione lodevole, un vero atto d'amore nei confronti di DYD e dei suoi moltissimi fans. Un'operazione che, però, mostra luci ed ombre.

La regia di Claudio di Biagio è molto buona, così come il montaggio. C'è un taglio fortemente contemporaneo nel quale è evidente l'influenza del linguaggio visuale delle web series e dei videoclip. Ottima anche la fotografia di Matteo Bruno ed il lavoro di color correction effettuato in post-produzione rende le immagini omogenee, suggestive e credibili. Gli effetti speciali - digitali e tradizionali - sono pochi, ben calibrati ed ottimamente realizzati. Ed una menzione speciale va alle scenografie di Michele Modafferi, che è poco definire eccellenti: la ricostruzione maniacale degli ambienti già conosciuti nei fumetti e le precise reminiscenze dei setting di Dario Argento, a loro volta ampiamente presenti nei fumetti, testimoniano una profonda conoscenza dell'immaginario visivo di Dylan Dog.

Le noti dolenti, invece, riguardano sceneggiatura, dialoghi e, soprattutto, gli attori protagonisti. Il physique du role non gli manca certo: pienamente credibile il volto di Valerio Di Benedetto nei panni di Dylan, ed anche Lucca Vecchi - già noto nel mondo della rete e non solo perché membro del collettivo di videomakers The Pills - dà vita ad un Groucho che sembra uscito dagli inchiostri di uno dei molti talentuosi disegnatori della serie. Ma appena i due cominciano a parlare ed a recitare il tutto scricchiola! Non ci siamo; si palesa fin dalle prime battute del film la qualità acerba della recitazione, manchevole a partire dalla dizione, sgradevolmente viziata da un'inflessione romanesca che svilisce la già magra prova d'attore.


Come se non bastasse, il film vede la presenza straordinaria di alcuni mostri sacri del cinema e del teatro italiano come Milena Vukotic (Madame Trelkowsky), Alessandro Haber (l'Ispettore Bloch) e Massimo Bonetti (Hamlin). Il problema è che nelle scene che li vedono presenti, l'abisso di capacità artistiche che li separa dai due protagonisti è incolmabile e non fa che sottolineare ancor di più la pochezza recitativa di Vecchi e Di Benedetto.

La sceneggiatura ed i dialoghi, anche questi di Luca Vecchi, fanno il resto mettendo in scena una storia fragile e poco significativa.

Tutto sommato, però, il bilancio del film a mio avviso è comunque positivo. Ce ne fossero di pellicole a pagamento - o di fiction televisiva - della medesima qualità.

2 commenti:

Mattia ha detto...

Ottima soffiata

Sephir ha detto...

Concordo con tutto. Ottima scenografia (pub a parte), fotografia, regia sbalorditiva. Effetti speciali digitali bel fatti, molto meno quelli tradizionali. Gli attori purtroppo sono imbarazzanti, forse se fossero doppiati migliorerebbero un pò. L'assistente se la cava ma la sceneggiatura non rende giustizia, sembra più stralunato di quello che è. Ispettore (con la barba?) terribile sentirlo parlare infilando Old Boy in quel modo. Così come Dylan con quella dizione, inascoltabile. La medium? La protagonista? bah... Insomma il problema di questo film sono gli attori e la sceneggiatura. Si guarda solo per tutto il lavoro egregio svolto dal resto del team. Un vero peccato, un altro flop sul indagatore dell'incubo. Forse è meglio che resti nelle pagine di un fumetto, visto che nessuno riesce a carpirne l'essenza sulla pellicola.

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