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8 gennaio 2015

Recensione: "Necropolis"

È sempre più difficile trovare un buon film dell'orrore, un po' perché si tratta di un genere fortemente sfruttato, i cui stilemi narrativi e linguistici sono stati usati ed abusati abbondantemente; e un po' per un più generale fenomeno culturale di assuefazione ad immagini e contenuti forti che tende a lasciare sempre più indifferenti e smaliziati gli spettatori. Alcune delle cose migliori, nell'ambito del cinema horror, negli ultimi anni provengono dal sottogenere footage, cioè quei film girati come se fossero dei documenti dal vero ripresi da telecamere amatoriali imbracciate dagli stessi protagonisti della pellicola. Capostipite è stato, nel 1980, Cannibal Holocaust di Ruggero Deodato anche se il film che ha dato fama mainstream al genere è stato The Blair Witch Project (1999): a mio avviso uno dei più begli horror di sempre. Oggidì il genere footage conta numerosi film, alcuni come lo spagnolo Rec del 2007 costruiti con sapienza narrativa e grande inventiva, altri assai meno interessanti. In effetti le trame che spacciano la storia per "documentario di fatti veri" o dove a un certo punto compare un qualche inquietante (o sedicente tale) "filmino amatoriale" si sprecano.

L'anno scorso è uscito un simpatico horror americano low budget dal titolo Necropolis - La Città dei Morti (titolo originale: As Above, So Below), diretto da John Dowdle che costituisce una buona iterazione del genere footage. La trovata vincente è quella di aver sfruttato un'ambientazione carica di valenze simboliche e, al tempo stesso, fortemente credibile: quella delle sconfinate catacombe parigine e della sottocultura dei cosiddetti catafili: strana gente a metà strada fra lo speleologo urbano, l'outcast ed il fricchettone. Non c'è bisogno che vi dica alcunché sulle terrificanti catacombe di Parigi e sulla loro storia, perché potete trovare in rete documentazione quanta ne volete, ed anche diversi video di vero footage girati dai catafili.

Il film racconta la storia di Scarlett Marlowe, una giovane studiosa dell'alchimia occidentale, ossessionata dall'idea di portare a termine il lavoro del padre morto suicida in strane circostanze. Le sue ricerche, infine, la portano a concludere che la mistica Pietra Filosofale sia stata nascosta dall'alchimista Nicolas Flamel in una cripta segreta nel cuore delle catacombe parigine. Scarlett mette insieme quindi una compagnia male assortita composta dal suo amico studioso (ed ex fidanzato) George, dal cameraman Benji e da un gruppetto di catafili capeggiati da Papillon: un espertissimo viaggiatore delle catacombe, profondo conoscitore non solo degli itinerari sotterranei e dei loro pericoli, ma anche delle molte leggende urbane sorte nei secoli sui sotterranei di Parigi. Come è facile immaginare, nelle catacombe si nasconde molto di più di quanto i nostri ingenui protagonisti avrebbero mai desiderato incontrare...

Per essere onesti Necropolis non è un capolavoro: non mancano alcune fragilità nella trama ed il background alchemico è piuttosto banale per chi ha dell'argomento una conoscenza un po' più approfondita. Tuttavia è un horror dignitoso, ben calibrato sulla durata (93 minuti vanno bene per un footage, di più ci si rompe le scatole) e che ha il grande pregio di sfruttare una ambientazione che, pur essendo assolutamente reale (le catacombe parigine esistono veramente e sono anche visitabili in diversi tratti) per sua natura suscita immediatamente ctonie paure recondite ed un senso di crescente alienazione.

Insomma, un film che mi sento di consigliare.

1 commenti:

Mattia ha detto...

Annotato, vedo di procurarmelo.

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