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20 agosto 2016

Hollywood dovrebbe lavorare ad una risposta fantasy al mondo Marvel?

Questa è la traduzione di un articolo di ben Child comparso su The Guardian il 18 Agosto 2016.

Vi manca Bilbo Baggins e i suoi piedi pelosi? Vi struggete per le trecce di seta del principino Legolas? Bramate un'ultima visita alle caverne naniche abitate da Smaug e colme di oro ed antichi artefatti? Beh... la buona notizia è che in autunno verrà pubblicato un ennesimo cofanetto in edizione extra lusso con tutti i film tolkeniani di Peter Jackson in versione estesa: le trilogie de Il Signore degli Anelli e de Lo Hobbit

Per gli appassionati dalla high fantasy sul grande schermo, l'occasione offerta da questo cofanetto per tuffarsi ancora una volta in un mondo di anelli dell'invisibilità, crudeli signori oscuri, orchi e maghi sarà certamente accolta con lo stesso piacere di un boccale di birra fresca alla locanda del Drago Verde di Hobbiton - anche se la trilogia de Lo Hobbit ha dato a molti l'impressione di essersi innaturalmente allungata, un po' come la vita di Bilbo.

La cattiva notizia? Pare proprio che la lotta al botteghino fra il Warcraft di Duncan Jones e il pessimo Huntsman: the Winter War, sia un segale chiaro che l'età d'oro del cinema fantasy epico annunciata da Il Signore degli Anelli sia ancora di là da venire.

Sul piccolo schermo, Il Trono di Spade fa la sua figura, appassionando una audience sempre più numerosa alla sua saga di intrighi machiavellici. Ma è ormai praticamente sfumata l'ipotesi di un gran finale al cinema, come pure era stato ventilato qualche anno da da George Martin in persona. E forse non è una cattiva notizia, visto il modo in cui ultimamente gli sceneggiatori di Hollywood riescono a sfregiare grandi opere sovraccaricandole di effetti speciali fine a sé stessi. Nessuno di noi vuole vedere Il Trono di Spade naufragare in una patetica giostra circense proprio nello showdown.

C'è un flebile possibilità di un sequel di Warcraft - anche se pochi cinefili fuori dalla Cina sembrano davvero interessati a ritornare nel mondo noioso e inconsistente di Azeroth. E poi, certamente, c'è l'attesa snervante per il nuovo Conan con Arnold Schwarzenegger a vestire ancora una volta i panni dell'irsuto Cimmero, questa volta Re di Aquilonia, come promesso nel finale della storica pellicola di Milius del 1982. E tuttavia, nonostante le molte indiscrezioni e le false partenze, e nonostante l'ex governatore della California ne abbia parlato esplicitamente in numerose occasioni, ancora non siamo del tutto certi che il film andrà effettivamente in porto. Quello che abbiamo ad oggi sul versante dei film fantasy in uscita è il trailer di King Arthur: Legend of the Sword di Guy Ritchie: una rivisitazione ultra-adrenalinica della saga del Re dei Britanni che nelle sue intenzioni vorrebbe essere una esalogia di action movie arturiani.

Ma quello che più sorprende, è che in questa epoca in cui Hollywood costruisce interi universi cinematografici, ancora nessuno se ne sia venuto fuori con un mondo fantasy duraturo e credibile in cui inserire più storyline, esattamente come sta facendo la Marvel con il suo mondo di supereroi o la Disney con l'impegno a far uscire ogni anno un nuovo film ambientato nell'universo di Star Wars, superando la canonica scansione in trilogie.

Si, c'è il mondo di Fantastic Beasts di Rowling (la mamma di Harry Potter) e la trilogia di Where to Find Them. La warner Bros ha recentemente confermato un sequel dello spadaccino e magizoologo Newt Scamander. Ma questi mondi sono troppo radicati in un immaginario da libro per bambini per accontentare davvero le richieste degli appassionati di vedere al cinema mondi eroici ed epici come quelli di Tolkien, Martin o Howard.

Alcuni irriducibili tolkeniani ancora sperano in una riduzione cinematografica del Silmarillion, o almeno di alcune delle sue storie più celebri - come quella fra Beren e Luthien. Ma considerando il modo in cui Jackson ha hollywoodizzato senza pietà Lo Hobbit, siamo davvero sicuri di voler vedere quello che potrebbe combinare con un'opera seminale e sacra per la high fantasy? Peraltro, non è nemmeno detto che la Warner riesca ad acquistarne i diritti di sfruttamento.

Vista la piega che ha preso ultimamente il cineasta neozelandese, potremmo anche aspettarci un Sauron coinvolto in una storiella d'amore, magari con una sotto-trama nuova di zecca secondo la quale l'oscuro semidio riesce a creare l'Unico Anello solo con l'aiuto della sua fidanzata: l'orchessa Fizbertha!

E comunque, perché l'industria cinematografica dovrebbe limitarsi solo all'adattamento di opere letterarie? Consideriamo che i milioni e milioni di spettatori che si sono innamorati delle vicende narrate nei film tolkeniani non hanno mai letto le opere originali, e men che meno il Silmarillion. La Marvel ha fatto centro coi suoi film andando a ripescare proprio le trame minori del suo universo fumettistico. E allora, perché non dare vita ad avventure interamente nuove, ambientate nella Terra di Mezzo ma non collegate ai libri del professor Tolkien, prendendone in prestito il mondo così completo, ricco di storia e mitologia, consistente e vibrante?

Personalmente, preferirei gustarmi una storia interamente nuova piuttosto che sorbirmi un'ennesimo tentativo di Jackson di allungare il brodo di un libro come Lo Hobbit per farne una trilogia di film d'azione. Scrivendo nuove avventure, Hollywood potrebbe, inoltre, prendersi tutte le libertà che vuole, compresa quella di far accoppiare Gollum con un olifante, senza che nessun purista possa recriminare: "Ehi! Ma questo nel libro non c'è!"

Un ostacolo a tutto questo, in effetti, c'è: la Warner dovrebbe riuscire a convincere una corte USA che i suoi diritti su Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit comprendono anche la facoltà di creare nuove storie ambientate in quel mondo. Oppure potrebbero aspettare la scadenza definitiva dei diritti sulle opere tolkeniane che arriverà intorno al 2050!

E Conan? Robert Howard lo ha creato negli anni '30 del secolo scorso, il che vuol dire che i diritti d'autore sono scaduti in quasi tutti i Paesi del mondo. Quindi - in teoria - chiunque può girare un film ambientato nel mondo Hyboriano. La Marvel ha pubblicato una lunga saga di fumetti di Conan tra il 1970 e il 2000; forse è proprio la Disney, quindi, ad avere il know-how necessario per un'operazione del genere.

E comunque dobbiamo considerare che Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco sono un terreno ancora migliore per una serie di film fantasy. A differenza di Howard, il cui mondo dipende fortemente da personaggi-icona come lo stesso Conan o il suo predecessore Kull il Conquistatore, Martin ha dato vita ad un universo molto più sfaccettato, pieno di piccoli lord avidi di potere, crudeli regine e maesters intriganti: ce n'è in abbondanza per ogni tipo di nuova storia da scrivere e sceneggiare. Qualche esempio? Un prequel alla ribellione di Robert Stark, la storia della conquista di Westeros da parte dei Targaryen e dei loro Draghi, una saga sui primi anni della vita di Tyrion. Le possibilità sono infinite, compresa quella di un ciclo di film più leggeri rispetto al tono cupo e sanguinario della serie TV. Sappiamo che la civiltà degli Andali esiste da 10.000 anni: hai voglia a luoghi e tempi dove ambientare un film!

Senza contare che l'autore è ancora in vita, il che vuol dire che può dare il suo beneplacito ad Hollywood e al tempo stesso fissare tutti i paletti che ritiene opportuni per il rispetto della sua materia. Si può fare, anche in considerazione del fatto che la serie TV si sta sempre di più allontanando dalle vicende narrate nei libri.

Ovviamente, gli appassionati di altre saghe fantasy avranno altre preferenze, e mi piacerebbe molto sentire le loro opinioni in materia. Ma tenete a mente che per competere con universi così strutturati come quello della Marvel o di Star Wars, ne serve uno altrettanto ben radicato e con uno zoccolo duro di seguaci. Il mondo de Il Trono di Spade già risponde a questi requisiti. Non resta altro che Martin e Hollywood uniscano le forza per fare sì che tutto ciò accada.

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