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14 settembre 2012

Il Gioco di Ruolo di Fighting Fantasy

Non credo siano molti, in Italia, a conoscere (se non per sentito dire) Fighting Fantasy: una fortunatissima serie di LibroGame inglese - vera e propria capostipite del genere. Qualcuno ne conosce la parziale traduzione italiana, curata dalla casa editrice EL e ribattezzata Dimensione Avventura.

il capostipite
Dalla serie di LibroGame il suo prolifico e geniale ideatore, Steve Jackson, trasse nel 1984 un Gioco di Ruolo, pressoché ignorato fuori dai paesi anglofoni. Si chiamava, per l'appunto, Fighting Fantasy: the introductory Role-playing game: un paperback del medesimo formato dei LibroGame dell'omonima serie. Le meccaniche del GdR erano le stesse utilizzate nei LibroGame: una caratteristica fondamentale (SKILL) ad indicare l'insieme delle capacità fisiche, mentali e sociali dell'avventuriero; una per delinearne un generico ed onnicomprensivo tiro-salvezza (LUCK) ed infine un punteggio di vitalità per tenere conto delle ferite che il personaggio può subire prima di morire (STAMINA). L'unica classe di personaggio considerata era quella del guerriero/avventuriero. Completavano l'agile volumetto due dungeons, mirabili esempi della più classica British Fantasy: The Wishing Well e Shaggradd's Hive of Peril. Il tutto ricorrendo all'utilizzo di due soli dadi a 6 facce. Come è facile intuire, si trattava di un gioco di una semplicità strabiliante che neanche si poneva il problema di competere in termini di regolamento con i molti GdR in commercio già all'epoca, primo fra tutti l'inossidabile Dungeons&Dragons, ma che enfatizzava al massimo il motto role over rules. Inutile sottolineare come una meccanica di gioco così essenziale si potesse prestare in maniera eccellente ad ogni sorta di modifica, ampliamento o home rule immaginabile.

Può sembrare strano, ma questo GdR ebbe anche la sua piccola ma consistente fetta di popolarità, in larga parte grazie all'effetto di traino generato dalla serie madre di LibroGame che all'epoca vedeva sfornare un titolo dopo l'altro, quasi con cadenza mensile.

out of the pit
Il primo supplemento pubblicato per il gioco fu Out of the Pit, realizzato da Marc Gascoigne (anche se attribuito in copertina al solito Jackson). Out of the Pit è un corposo bestiario che raccoglieva tutti i mostri comparsi nei LibroGame pubblicati sino ad allora ed introduceva alcune divertenti abilità speciali per le creature presentate, qualche regola aggiuntiva (come quella relativa al valore di ATTACKS: una sorta di attacchi multipli nel medesimo turno di combattimento) ed una tabella per la generazione casuale dei tesori che, a onor del vero, lascia decisamente il tempo che trova. Dopo la sua pubblicazione, per parecchio tempo si vociferò dell'uscita di ulteriori bestiari che avrebbero aggiunto nuovi mostri, ma non se ne fece mai niente, se non una ristampa leggermente ritoccata e pubblicata in formato grande nel 1989.

titan
A fornire un ottimo supporto d'ambientazione per il gioco giunse, nel 1985, la pubblicazione di Titan: the Fighting Fantasy world. È un gradevole incrocio fra un modulo geografico ed un sourcebook, che tira le fila e offre una sistemazione coerente al mondo nel quale sono ambientati i LibroGame della serie. Veniamo così a sapere che tutte le avventure di Fighting Fantasy si svolgono nel mondo di Titan che ospita i diversi continenti che i lettori dei LibroGame hanno conosciuto solo frammentariamente attraverso i paragrafi numerati. Pensato principalmente come supporto per il Gioco di Ruolo, Titan divenne un must anche per gli appassionati della serie di LibroGame ed ebbe una grande fortuna che portò, nel 1989, ad una sua ristampa in formato più grande.

the riddling reaver
Il 1986 fu l'anno di The Riddling Reaver, il primo vero modulo di avventura per il GdR. Anche questo libro porta in copertina il nome di Steve Jackson, ma in realtà fu opera di Paul Mason e Steve Williams, già autori di diversi LibroGame. Si tratta di una lunga ed articolata campagna che si snoda attraverso quattro capitoli che vedono i personaggi alle prese con una pestifera entità inviata da Loogan (un equivalente di Loki in versione britannica) l'umbratile dio del caos. La grande novità del volume - pubblicato in paperback - è l'introduzione della classe del mago, e quindi dei punti di MAGIC e degli incantesimi da lanciare, questi ultimi ripresi pedissequamente dal numero 2 della serie madre: The Citadel of Chaos. Nonostante la sua smaccata linearità, The Riddling Reaver è un eccellente scenario d'avventura, ricco di sfide, enigmi e colpi di scena, in grado di tenere incollati al tavolo i giocatori per parecchie sessioni di ottimo Gioco di Ruolo.

dungeoneer
Con la pubblicazione dello scenario d'avventura l'esperienza di gioco offerta da Fighting Fantasy poteva anche dirsi conclusa: continuare ad aggiungere mini regole e tabelle, infatti, nulla avrebbe aggiunto a questo bel GdR, ed anzi avrebbe rischiato di farne un minestrone caotico e confuso. Ma la popolarità dei LibroGame e dell'ambientazione di Fighting Fantasy ancora non accennava a calare. E quindi nel 1989 ecco uscire Dungeoneer: il primo libro della serie Advanced Fighting Fantasy realizzato dagli infaticabili Marc Gascoigne e Pete Tamlyn. Partendo sempre dalle solite essenziali regole base, Advanced Fighting Fantasy è un tentativo (non del tutto riuscito, a dire il vero) di aggiungere complessità al sistema di gioco. Vengono introdotte diverse classi di personaggio ed un sistema di abilità per caratterizzare gli avventurieri palesemente mal calibrato; il punteggio di ATTACKS viene "istituzionalizzato", ci sono le regole per il combattimento di massa (pessime!) e la magia viene espansa e differenziata fra stregoneria e magia clericale (sulla scorta di quanto avviene in D&D). Due gli scenari d'avventura inseriti nel volume: il primo, Tower of the Sorcerer, di una semplicità così bambinesca da essere persino incongruente con l'idea di un sistema advanced, il secondo, Revenge of the Sorcerer, sicuramente più interessante.

blacksand!
Siamo quindi giunti alla soglia degli anni '90. Nonostante in quegli anni la popolarità della letteratura interattiva stesse già tramontando, surclassata dalla sempre più rapida diffusione dei giochi per home computer (Commodore, Sinclair ecc.) ma anche in virtù di un fisiologico passaggio generazionale che riguardò la comunità degli appassionati, un altro volume della serie viene pubblicato nel 1990. Stiamo parlando di Blacksand!: un modulo di espansione interamente dedicato all'omonima città dei ladri governata dal perfido Lord Azzur, un personaggio che i giocatori dei LibroGame della serie conoscevano sin troppo bene. Blacksand! contiene una dettagliatissima descrizione della città (corredata da una delle prime mappe per GdR interamente realizzate con un editor digitale), un capitolo ben scritto ed interessante che tratta della narrazione di avventure in città, più un'informata di nuove abilità, classi di personaggio, incantesimi, regolette varie ed un corposo scenario che è il vero punto forte del libro: A Shadow Over Blacksand.

allansia
Il colpo di coda della serie lo si ha, infine, nel 1994 con la pubblicazione di Allansia, un modulo geografico dedicato al più famoso continente di Titan, quello nel quale sono state ambientate le più apprezzate avventure dei LibroGame della serie madre. Anche Allansia contiene qualche espansione alle regole ed uno scenario d'avventura ben congegnato: A Darkness Over Kaad, nel quale i nostri eroi sono incaricati dal celeberrimo mago Yaztromo di sconfiggere il perfido prete nero Sargon e di mandare all'aria i suoi piani di conquista del continente. Allansia rappresenta senza dubbio una chiusura in bellezza di quello che, forse più di altri titoli, ha rappresentato un tentativo di pensare e realizzare un GdR che fosse radicalmente diverso, per dinamiche ed approccio al gioco, dal filone mainstream capeggiato dal maiuscolo - e un tantino ingombrante - D&D.

2 commenti:

Mauro Longo ha detto...

gioco neanche troppo malvagio. io preferisco la primissima versione, un pò riveduta e corretta...

Andrea Tupac Mollica ha detto...

A me piace molto. Lo sto giocando con il mio party storico già da un paio di anni. E non ci viene a noia.
Certo, abbiamo inserito un po' di home rules.

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