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17 settembre 2012

Quelli della vecchia scuola

Da alcuni anni assistiamo alla diffusione, in larga parte su supporto digitale, di un fenomeno legato al mondo dei Giochi di Ruolo chiamato renaissance of the old school. Si tratta - in estrema sintesi - della pubblicazione di cloni delle prime edizioni del più famoso Gioco di Ruolo di sempre: Dungeons&Dragons. Anche se in realtà sotto la bandiera della old school milita una più ampia comunità di appassionati dei vecchi GdR degli anni '80. Questo fenomeno riguarda giocatori, collezionisti ed appassionati da ogni parte del mondo che si ritrovano su alcuni siti, liste di discussione e blogs, come l'ottimo Grognardia.

Ad aver avviato questo filone è stata la decisione della Wizard of the Coast, detentrice dei diritti su Dungeons&Dragons di inserire la versione "base" del celeberrimo gioco all'interno della Open Game License. Questa licenza, di fatto, liberalizza l'utilizzo delle meccaniche di gioco del vecchio D&D, quello fino alla versione Advanced compresa. Il sistema delle Caratteristiche, le regole di combattimento, gli incantesimi e la magia possono così essere utilizzati per produrre dei GdR senza incorrere nella violazione di copyrights. Ciò che, invece, continua ad essere oggetto di severa protezione da parte dei suoi proprietari sono invece i nomi, a partire ovviamente dal brand Dungeons&Dragons, e le varie ambientazioni del gioco susseguitesi negli anni (Mystara, Greyhawk, Ravenloft, Planescape ecc.).

In risposta a questa decisione generosa e lungimirante da parte della Wizard, numerosi appassionati e piccole case editrici digitali hanno cominciato a produrre delle nuove versioni di OD&D che hanno il pregio di riportare in auge questa vera e propria pietra miliare dei GdR, oltretutto offrendone una versione eccezionalmente curata dal punto di vista della chiarezza e della risistemazione delle regole, frutto di una decennale attività di gioco e di minuzioso collezionismo.

La proposta più interesante in tal senso è quella di Labyrinth Lord della Goblinoid Games, che ha pubblicato una riedizione del regolamento Basic ed Expert (le scatole rosse e blu, per intenderci). L'aspetto interessante è che questo GdR è disponibile sia in versione digitale e cartacea a pagamento, corredata di illustrazioni in perfetto stile retrò, ma anche in una versione completamente gratuita ed identica all'originale, solo senza illustrazioni! Di quest'ultima ne esiste anche un'edizione interamente tradotta in italiano.


Anche Swords&Wizardry della Mythmere Games propone un clone della versione originale di D&D, quella datata 1974, con un manuale base scaricabile gratuitamente, cui si affiancano moduli di avventura ed espansioni a pagamento. Discreta la veste grafica della copertina e delle illustrazioni, che optano per uno stile contemporaneo, meno ammiccante ai fasti degli anni '80.


Chi è invece interessato ad assaporare il feeling del più complesso Advanced D&D può orientarsi su Osric. Anche in questo caso si conferma la strategia di rendere il manuale base disponibile per un download gratuito, per "catturare" i giocatori nell'acquisto di espansioni, avventure ed altro merchandising a pagamento, come le t-shirt (!!) di Osric.


I tipi del Basic Fantasy Role Playing hanno optato per un clone ibrido, a metà strada fra il D&D delle scatole colorate e l'Advanced. La qualità grafica dei manuali è ridotta all'osso, e ricorda una serie di vecchi ed introvabili prodotti della Master Edizioni, pubblicati in Italia sul finire degli anni '80.


Spellcraft&Swordplay di Jason Vey è, invece, un clone di OD&D interamente a pagamento, perché assieme alle regole offre un'ambientazione nuova di zecca ascrivibile al filone grim fantasy, che predilige atmosfere cupe e dark. La veste grafica di Spellcraft&Swordplay è davvero ben curata, cosa particolarmente apprezzabile in un prodotto che è praticamente realizzato per intero dal suo autore.


Con l'altisonante definizione di the Rosetta Stone of roleplaying games troviamo invece Castles&Crusades (da notare come pochi autori abbiano resistito alla tentazione di intitolare il loro clone Qualcosa&Qualcosaltro), della Troll Lord Games. Il manuale intero, completo di ambientazione originale è a pagamento, ma è tuttavia possibile scaricare gratuitamente un quickstart in PDF che contiene tutto il necessario per cominciare a giocare.


Hackmaster Basic è un altro ibrido D&D/AD&D, prodotto in una veste grafica decisamente eccezionale che nel titolo strizza l'occhio alle famosissime vignette umoristiche comparse sui vecchi numeri della mitica rivista Dragon. Inutile dire che la sua casa editrice, la Kenzerco, è la medesima delle vignette dei Knights of the Dinner Table.


Ed infine citiamo Microlite74 che rappresenta una versione ridotta all'osso della primissima versione del regolamento di D&D, quella del 1974. Anche questo manuale, in cui le regole vere e proprie sono condensate in sole 6 pagine, è disponibile per un download gratuito. Microlite74 è un prodotto che fa davvero onore al suo nome, forse anche troppo.



Last but not least vi voglio indirizzare verso questa vetrina digitale che espone un nutrito catalogo di avventure utilizzabili per uno di questi retro cloni che abbiano appena visto. Come si può notare, l'atmosfera originale di D&D è catturata fin nella scelta della veste grafica dei prodotti, che richiamano immediatamente alla memoria i celeberrimi moduli della TSR, da noi tradotti e commercializzati tra gli anni '80 e i primi '90 dalla Editrice Giochi.

1 commenti:

Hamel™ ha detto...

Tutti giochi validi, soprattutto quelli che non ripropongono AD&D (ad eccezione di C&C che ibridando con la [3.X] diventa più digeribile sotto molti punti).

Piccola nota: LL non replica le scatole rossa/blu (che i puristi della OSR non considerano affatto come parte integrante della OSR), ma quelle magenta/blu inedite in Italia.

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