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2 agosto 2016

La Guerra dei Cloni

Lo dico da appassionato di Old School, di GDR vintage, del collezionismo di memorabilia ludiche anni '80, da fervente del gioco tabletop e, soprattutto, da giocatore che ha deciso di aprire un blog dedicato proprio all'immaginario ludico e fantastico dell'era d'oro del gaming.

NON NE POSSO PIÙ DI CLONI!

Retro-cloni, forward-cloni, pseudo-cloni, simil-cloni... non passa settimana che su Kickstarter o piattaforme analoghe non esca fuori un progetto del genere. Mi pare un po' la stessa dinamica che avviene nel mondo del cinema con la sequela ormai asfissiante di reboot. E la logica di fondo è la medesima: in assenza di idee nuove si punta tutto sull'effetto nostalgia, ma imbellettato da moderne fantasmagorie, che nel caso del cinema sono gli effetti speciali digitali, e nel caso di questi cloni sono un po' di revisione e sistemazione delle regole e una spolverata alle ambientazioni. Ma nemmeno troppo, che sennò si perde il sapore vintage.

Chiariamoci: il problema per me non è l'OSR, cioè il ritorno a regolamenti, e dinamiche di gioco vintage, ma il fatto che invece di produrre GDR della vecchia guardia ma nuovi, si punti alla produzione di cloni. Cioè di roba già vista già fatta e già giocata.

L'ultimo è Zweihander, forward-clone della seconda edizione di Warhammer Fantasy Roleplay. Il video di presentazione del progetto è quasi imbarazzante, con Gotrek Gurnisson (che però non si chiama Gotrek Gurnisson) che in pratica descrive il mondo oscuro di Warhammer, che però non si chiama Warhammer.

E a riprova che queste mie considerazioni non sono frutto di pregiudizio, mi fa anche piacere condividere il video di presentazione e lasciare a ciascuno farsi la sua opinione.

Mi chiedo: è possibile produrre giochi nuovi giochi OSR? Cioè giochi con regolamenti e atmosfere che guardano all'età dell'oro del GDR, ma con ambientazioni originali e creative? Qualcosa, insomma, che non sia solo una mera ricapitolazione del passato?

C'è uno spazio percorribile fra i GDR contemporanei, che spesso rasentano il metagaming e la pura istrionicità, e lo scopiazzamento sfacciato di quanto già fatto nei decenni passati?

Voi che ne pensate?

6 commenti:

Antonio Marfuggi ha detto...

Io sono sempre stato dell'idea di sfruttare un regolamento fin quanto si poteva, inutile cambiargli nome e ambientazione, e dire che è una cosa nuova.

gatto sul fuoco ha detto...

Il problema non riguarda solo l'osr ma in generale il mondo dei giochi di ruolo. Quest'anno a parte rari casi le uscite principali sono re-boot o nuove edizioni di classici. Di nuovo nuovo, credo di poterle contare sulle dita delle mani... Personalmente crdo che sia derivato dal fatto che il pubblico dei giocatori è abbastanza stabile, relativamente anziano per cui è + attirato dal vecchio usato sicuro piuttosto che da un nuovo gdr o ambientazione che comunque comportano dei rischi

Yuri Zanelli ha detto...

Eh sì anch'io la penso come il gatto.

Carlo Barletta ha detto...

Anche io penso che il mercato si sia fossilizato su quello che il pubblico già conosce ed ama, per il resto il movimento OSR dovrebbe intendersi come un trampolino di lancio di giochi basati sulla semplicità del "come si giocava una volta", anziché basarsi necessariamente su cloni di giochi datati. Per come la vedo io, l'OSR è una controtendenza rispetto alla complessità dei regolamenti più odierni, i cloni copia e incolla con due modifiche li capisco fino ad un certo punto.

Hamel™ ha detto...

Alla base dell'OSR non sempre c'è la semplicità, vedasi i casi in cui ad essere clonati sono giochi basati su AD&D.

Carlo Barletta ha detto...

Si, è vero, non sempre alla base c'è la semplicità, talvolta l'OSR sfocia nella passione per il vintage, per il collezionismo, oppure si basa più semplicemente sull'affezione nostalgica ad un regolamento del passato.

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