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16 agosto 2016

Recensione: The Tarokka Deck/The Prophet's Gambit

Nel 1983 la TSR pubblicò per AD&D il modulo di avventura Ravenloft, di Laura e Tracy Hickman. Ravenloft rappresentò un momento cardine nella storia di Dungeons&Dragons, poiché divenne rapidamente una delle avventure più amate dai giocatori, tanto che negli anni seguenti vennero pubblicati dei seguiti e l'ambientazione venne espansa e resa canonica. Ed infatti, oggi Ravenloft è uno dei mondi-icona dell'universo di D&D al pari di Dragonlance o dei Forgotten Realms.

Ciò che rese veramente magica quell'avventura era il fatto che essa poteva essere rigiocata più e più volte, dal momento che un particolare sistema basato sull'estrazione di un certo numero di carte da un mazzo francese, consentiva di collocare in maniera casuale alcuni elementi-chiave del modulo, dando vita ogni volta ad un nuovo scenario. Oltretutto, questa estrazione di carte avveniva in game, dove prendeva la forma di una lettura del futuro fatta da una cartomante zingara.

Nelle edizioni successive di D&D, Ravenloft venne ripubblicato, ogni volta con qualche piccola variazione ed aggiunta. Ad un certo punto, quindi, si decise di produrre il mazzo di carte come oggetto di gioco vero e proprio: un set di 54 carte con le sue illustrazioni ed i suoi semi, diversi da quelli del classico mazzo francese, chiamato Tarokka Deck.

Il primo Tarokka Deck risale al 2003 e venne ideato dalla ArtHaus/Sword&Sorcery: una squadra di sviluppatori della White Wolf, prestata alla ambientazione gotica per eccellenza di D&D.

Recentemente, in occasione della Quinta Edizione di D&D, e dell'ennesima ripubblicazione di Ravenloft col nome di Curse of Strahd, un nuovo Tarokka Deck è stato dato alle stampe. Si tratta di un mazzo di 54 carte con belle illustrazioni in bianco e nero, divise in 40 carte del Common Deck e 14 carte speciali dell'High Deck, con le quali - stavolta - è anche possibile giocare ad un semplice gioco a sé stante, chiamato The Prophet's Gambit.

The Prophet's Gambit può essere giocato sia out of play per una veloce partita, sia in game, proprio per restituire appieno l'atmosfera misteriosa del mondo di Ravenloft. La sua semplicità e brevità, infatti, consentono di giocare qualche mano all'interno dell'avventura, magari perché i PG sono entrati un una bisca, senza rubare troppo tempo alla narrazione e al gioco di ruolo.

La base di riferimento di The Prophet's Gambit è il poker texano (Texas Hold 'Em), il che significa che l'obbiettivo del gioco è quello di comporre un punteggio con una mano di cinque carte, alcune delle quali di esclusiva proprietà del giocatore, più alcune sul tavolo a disposizione di tutti; i punti sono esattamente quelli del poker. La partita si articola lungo due mani, durante le quali è possibile, a determinate condizioni, cambiare alcune delle carte che si possiedono, competere per essere il primo di turno nella mano successiva e quindi divenire il Boia, oppure giocare un effetto casuale rivelando una delle carte dell'High Deck. Queste ultime, infatti, generano degli effetti che stravolgono il normale funzionamento del gioco in vari modi.

Le scarne istruzioni di gioco segnalano che The Prophet's Gambit è per 3-5 giocatori, ma io l'ho giocato anche in due senza rilevare sinora alcun problema o baco nelle regole. Una partita dura circa cinque minuti, o poco di più, e la sua estrema semplicità è compensata dall'effetto dell'High Deck che introduce nuove dinamiche ed elementi di impredicibilità nelle partite.

Altro punto di forza del Tarokka Deck è il suo costo decisamente contenuto: circa 10€. Il che lo rende un divertente strumento di gioco che è possibile introdurre nel proprio GDR anche se non necessariamente ambientato su Ravenloft, ed anche se non necessariamente fantasy.

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