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11 marzo 2011

Recensione: An Assassin in Orlandes

Il mondo delle cosiddette apps per iPhone è in continua espansione. Migliaia e migliaia di nuove applicazioni per il celebre smartphone della Apple invadono l’AppStore quotidianamente, consentendo di sfruttare al massimo le potenzialità di questo simpatico gadget tecnologico che sta diventando un vero e proprio oggetto di culto, probabilmente destinato a rivoluzionare il nostro modo di usufruire del software.

Ed è proprio nei maris magnum delle applicazioni per iPhone che stanno facendo la loro comparsa diverse apps che portano sullo schermo digitale i LibroGame. Queste edizioni presentano una gestione di tutti gli aspetti del gioco: dal registro del personaggio, alla sua creazione, dal sistema di combattimento al lancio dei dadi, simulato in un ambiente 3D anche sfruttando il giroscopio dell’iPhone.

Ad oggi sono due le software house che stanno lavorando in tale direzione. Una di queste è la Big Blue Bubble che sta ripubblicando alcuni grandi classici della serie Fighting Fantasy come Warlock of the Firetop Mountain, Citadel of Chaos, Deathtrap Dungeon ed il primo volume della splendida serie Sorcery! (Sortilegio). Molto più interessanti, però, sono la pubblicazioni della Tin Man Games che si distinguono per alcune caratteristiche, la prima e più saliente delle quali, è quella di pubblicare delle opere completamente inedite che non hanno corrispettivo cartaceo. Si tratta di veri e propri nuovi LibriGame, un fenomeno che testimonia della grande vitalità del genere (fuori dall’Italia, ovviamente!) e della sua capacità di rinascere sfruttando i media digitali e i supporti tecnologici disponibili. Forse è utopico immaginare per i LibriGame un ritorno ai fasti degli anni ’80 quando la letteratura interattiva impazzava in tutto il mondo, ma certamente chi dava i libri a bivi per spacciati dovrà ricredersi: bastano infatti gli incoraggianti dati dei downloads a smentire le prefiche del LibroGame.

Ma i volumetti della Tin Man Games, si distinguono anche per altre qualità. La grafica e la gestione della scheda sono migliori di quelle della riedizioni di Fighting Fantasy (unica pecca le illustrazioni, appena sopra la sufficienza), ed il supporto digitale permette anche di implementare caratteristiche addizionali che hanno il grande pregio di aumentare a dismisura la rigiocabilità dei libri. È il caso del sistema degli achievements: obbiettivi secondari, spesso avulsi dalla storyline principale, che incoraggiano il lettore a giocare più volte il libro per conseguirli tutti, anche in ragione del fatto che, sbloccati tutti gli achievements, si può accedere ad una sezione bonus del libro. Tra gli achievements proposti: trovare un determinato oggetto o persona, giungere in una determinata locazione, spesso molto lontana dal path primario, dimostrarsi particolarmente fortunati (o sfortunati) nel tiro dei dadi o terminare il libro in tutte e tre le modalità proposte: Classic (statistiche del personaggio tirate come da regole, solo tre segnalibri a disposizione per tornare indietro sui propri passi senza dover ricominciare il libro daccapo), Bookworm (statistiche tirate come da regole ma 10 segnalibri a disposizione) e Novice (statistiche tirate in maniera più vantaggiosa e 10 segnalibri). In linea teorica il sistema degli achievements potrebbe essere implementato anche nei LibriGame cartacei, ma verrebbe meno la ricompensa data dal conseguirli tutti (nessuno potrebbe impedire al lettore di sbirciare il contenuto bonus!).

Interessanti anche le regole di combattimento, una sorta di via di mezzo fra il Risiko ed il meccanismo a dadi multipli dei G.d.R. Della White Wolf. In sintesi, ogni arma ed armatura ha un valore da 1 a 6 che corrisponde al numero di dadi che si tirano in ogni turno di combattimento: in questo pool di dadi quello con il valore più alto deve superare il dado più alto tirato dall’armatura del difensore. In caso di vittoria nello scontro si infligge un numero di danni pari alla somma di tutti i dadi tirati (più semplice a farsi che a dirsi, comunque). Ai valori di Vitality (i punti ferita) e di Offensive e Defensive (arma ed armatura), si aggiunge il punteggio di Fitness che varia da 7 a 12 (1d6+6) e che rappresenta un insieme della SKILL e della LUCK dei LibriGame della serie Fighting Fantasy.

Infine, nel pacchetto del libro c’è anche un’ampia sezione dedicata all’ambientazione, di cui si dirà più avanti, ed una bella mappa che si espande acquistando gli altri volumi della serie.

Cinque, ad oggi, i volumi pubblicati: An Assassin in Orlandes, oggetto della presente recensione, Siege of the Necromancer, Slaves of Rema, Revenant Rising, Catacombs of the Undercity e l'uscita di un sesto titolo, The Wizard from Tarnath Tor, è già stato annunciato sul sito della Tin Man Games.

Ma dedichiamoci al libro!

La prima cosa che colpisce il lettore è senza dubbio l’ambientazione. Si tratta di un classico fantasy che però esplora una nuance del genere poco frequentata: quella iberica o spagnoleggiante che dir si voglia. Dando un’occhiata alla mappa è facile imbattersi in toponimi come Montes del Fuego, Montes del Oscuras, Quintos, Boca del Mar, Isla des Desperanza, in un melange di termini che “suonano” in lingua spagnola decisamente bene e che suggeriscono un quadro di Iberia cinquecentesca.

Il personaggio che siamo chiamati ad interpretare è quello di un avventuriero colto in un momento particolarmente disperato della sua vita: abbandonati dalla nostra amata, Kari, ci siamo rifugiati in una taverna della città di Orlandes per affogare nel vino forte i nostri dispiaceri. Sulla via del ritorno di casa siamo involontari testimoni di un omicidio; se, come è auspicabile, ci lasceremo coinvolgere negli eventi ci troveremo catapultati in un oscuro intrigo ai danni della nobiltà baronale della città: qualcuno sta infatti assassinando i giovani rampolli di tutte le famiglie nobiliari di Orlandes. Ad alzare la posta della sfida sono proprio i cospiratori, che rapiscono la nostra Kari, minacciando di ucciderla se dovessimo continuare a cacciare il naso in faccende che non ci riguardano. Trascorso l’incipit l’avventura si divide sostanzialmente in tre parti: nella prima effettueremo delle indagini sia nella biblioteca della città, sia battendone le strade ed i vicoli alla ricerca di indizi che ci possano indicare chi si cela dietro la sanguinosa macchinazione; nella seconda seguiremo le tracce degli assassini e del loro mandante in un intricato complesso sotterraneo; nella terza affronteremo un classico wilderness trek verso il Lago Rojo per giungere all’antico castello diroccato che ospita i cospiratori. Toccherà a noi, ovviamente, penetrare nella fortezza, svelare tutti i retroscena del complotto e, finalmente, confrontarci col villain finale dopo un entusiasmante colpo di scena. La storia è tenuta insieme da una narrazione solida e coerente grazie alla quale gli esiti delle nostre scelte, pur non essendo scontati, mai peccano di irragionevolezza o inconsistenza.

Sebbene non si possa certo dire che la trama brilli per originalità, la storia risulta veramente ben scritta ed articolata, il protagonista delineato con cura, gli incontri proposti tutti entusiasmanti e credibili, il tono generale della narrazione molto maturo e scevro da quelle ingenuità che a volte caratterizzano i titoli di altre serie, come alcuni volumi di Fighting Fantasy.

Uno degli achievements proposti è veramente gustoso: si chiama Off the Beaten Path (Fuori dal Sentiero Battuto) e può essere conseguito, per l’appunto, allontanandosi quanto più possibile dalla storyline principale sino ad imbattersi in un folle assassino dedito al cannibalismo (!) che vive in una capanna isolata nelle desolate pianure a nord di Orlandes.

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